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Sabato pomeriggio a Gaza

e oggi e' un sabato pomeriggio, a Gaza, qui di fronte al porto, col sole e quell'aria estiva, e i bambini e le famiglie che vanno al mare, e gli ombrelloni sulla spiaggia.. sembra quasi di essere in un posto di villeggiatura. sono aperti nuovi bar sulla spiaggia, si ricomincia a ricostruire qualche palazzo, una delegazione di businessmen e' arrivata dalla Cisgiordania in cerca di nuove opportunita' di affari. Gaza sembra sollevarsi piano piano.

Ieri hanno sparato su tre pescatori, a poche miglia da qua, ma intanto la frontiera con l'Egitto e' aperta (per molti, ma ancora non per tutti) e le speranze per un futuro migliore, un futuro piu normale aumentano. stanno aprendo le porte della prigione, piano piano, e ancora la gente ci deve fare l'abitudine, si fa capolino con la testa, sperando che non sia l'ennesima fregatura della fratellanza araba. i cambiamenti in meglio, qua, sono percepiti con un certo scetticismo.

ma le ferite rimangono, e con loro il sangue che ha bagnato questa striscia di terra, il dolore per aver vissuto l'assassinio di tanti uomini e donne, e poi ultimamente di Vittorio, la deriva estremista dopo una chiusura cosi rigida, i martiri, le fazioni pseudo politiche e pseudo militari.

Gaza e' ancora sotto assedio.  e noi pure.

 

Pubblicato il 28/5/2011 alle 13.53 nella rubrica diario.

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